Rosy accompagnatrice di classe
ByHo sognato che ero a casa mia,
anche se nel sogno era diventata la casa di mia nonna.
Ad un certo punto, vedo la mia gatta che sta giocando con un’ape;
la tolgo subito, perchè non voglio che la uccida.
Con la gatta in braccio, osservo l’ape:
è un po’ tramortita, ma per fortuna, ancora viva.
Dopo un po’, si riprende del tutto e inizia a svolazzarci intorno;
allora io scappo, perchè non voglio che ci punga,
e corro di sopra (casa mia ha 2 piani).
Lì, mi ritrovo con una mia amica, che non esiste nella realtà.
è tardi, e decidiamo di andare a dormire, nello stesso letto.
Nel cuore della notte mi risveglio con un ragazzo sconosciuto di fianco,
non il mio vero ragazzo, il quale ha tutte le intenzioni di avere un rapporto con me,
dicendomi che la mia amica, nel frattempo, era “occupata” con un suo amico.
Rosy é una collega, che lavorava con me alcuni anni or sono.
All’epoca le facevo una corte molto discreta, che – con altrettanta discrezione – mi faceva capire la lusingava, ma niente di più.
Da qualche anno le nostrestrade lavorative si sono divise, mentrealtrestrade non si sono mai unite, anche a causa di precedenti vincoli per entrambi.
Ora, da qualche mese a questa parte, mi capita di sognarla, sempre con un atteggiamento ed un vestito particolari.
Lasciando perdere le piccole differenze che passano da una volta all’altra, in sogno mi appare vestita con una camicetta nera sbottonata, che lascia scoperto in gran parte un candido reggiseno in pizzo, laasciando in parte vedere ed in parte immaginare seni prosperosi e candidi.
Indossa una gonna cortissima, nera anch’essa e quando si muove si vedono le mutandine.
anch’esse in pizzo bianco, quasi trasparenti, sotto le quali si nota il magnifico monte di venere ed il nero del pelo.
Ai piedi, un paio di lunghi stivali in pelle.
E’ in piedi sopra una lunga panca, che percorre avanti ed indietro, agitando un frustino da cavallerizza.
Io sono in terra, ai piedi della panca, legato mani e piedi.
Dall’alto lei continua ad inmveire verso di me, minacciandomi ed agitando il frustino, sino a che scende, mi si avvicina e si mette a gambe divaricate sopra di me.
Si abbassa le mutandine e si masturba lentamente, poi si toglie il reggiseno e si accarezza voluttuosamente il seno.
Dopo qualche minuto si scosta, mi sbottona la patta e prende in mano il mio membro.
Piano piano lo accarezza e sapientemente mi masturba, ma sino adun certo punto.
Sul più bello, senza parlare, si china e lascia che io le venga in bocca, mentre si accarezza le sue bocce libere.
